“Il bambino, che è il più grande osservatore spontaneo della natura, ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire. Le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile. Perciò si può organizzare facilmente un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali”. Maria Montessori

Indubbiamente l’ambiente naturale è il luogo privilegiato della crescita del bambino. Nei servizi per l’infanzia, il giardino non può essere il posto della “ricreazione” ma il luogo dell’apprendimento e della relazione. Un ambiente poco strutturato che offre al bambino materiale naturale che consente un gioco denso di creatività, è ormai necessario allo sviluppo delle capacità umane.

L’aspetto però più interessante dell’educazione all’aria aperta, non sta nel contatto con gli elementi naturali, bensì con la dimensione di cura. Curare piante e animali infatti insegna al bambino, come Montessori ha ben spiegato, la premura e la devozione, e l’affetto.

Queste qualità sono necessarie allo sviluppo umano e costruiscono la funzione di base sicura ed di rifugio sicuro nella persona che le sa esercitare. Queste competenze, definite pro-sociali, ma anche pro-genitoriali, si apprendono durante la primissima infanzia e sono le basi sulle quali il bambino, e l’adulto che diverrà, poggia la propria vita affettiva.

Fondamentale quindi nella nostra società post moderna, mediata dal cemento, e dagli schermi, la riconquista dei valori di dedizione cura e tenerezza che il mondo animale e vegetale suscitano nell’infanzia.

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